“Lasciati scegliere! Apri il tuo cuore con un respiro che si fa germoglio e lasciati scegliere. In un punto preciso di un bosco si accenderà un magnete e ti sentirai chiamare. Non sarà una semplice voce che pronuncia il tuo nome ma una sete che riconosce la propria acqua, e un filo invisibile andrà in tiro. Non sarai più padrone di te stesso all’istante, tornando a sentire di appartenere a qualcosa che in un modo o nell’altro ti avrà. Cedi subito se puoi, proietta subito il tuo battito là. Fatti luce e allungati con un pensiero che è pulsione e immagine. Renditi subito magico! E una volta imploso e dichiarato tra le tensioni insostenibili dell’universo selvatico, richiudi immediatamente gli occhi e recupera il tuo presente. Sarà sufficiente per dimostrarti che un lungo viaggio ti attende E che non potrai più tornare indietro.”

M. Giovagnoli


COUNSELING E COMUNITÀ EDUCANTI IN NATURA

Questo progetto nasce dalla collaborazione di Diana Dalle Molle, counselor a mediazione espressiva artistica e corporea e Davide S. Carnevali, formato in counseling bioenergetico-gestaltico, con Silvia Facheris counselor Sensibile, bioenergetico-gestaltico.
Nel 1951 Carl Rogers usa la parola COUNSELING per indicare una RELAZIONE nella quale il cliente è assistito nelle proprie difficoltà senza rinunciare alla libertà di scelta e alla propria responsabilità. La proposta di progetto che presentiamo nasce all’interno di una prospettiva e di un piano di lavoro più ampio di COUNSELING SOCIALE, alla cui base vi è il concetto di EMPOWERMENT, e che ha come obiettivo la valorizzazione della PERSONA, con le sue risorse individuali in qualità di protagonista per realizzare politiche di intervento coincidenti con la soddisfazione del proprio bisogno espresso.

Al CENTRO della nostra formazione e del nostro agire è il CORPO, uno strumento privilegiato di ESPERIENZA e CONOSCENZA, CONTATTO e CONSAPEVOLEZZA. In questo senso non si tratta di un fare per fare, ma di FARE per ESSERE CHI SIAMO. È nel nostro CORPO che incontriamo la NATURA, in un “luogo” dove, forse perché così vicino, spesso dimentichiamo di GUARDARE, SENTIRE e ASCOLTARE…

Riguardo la responsabilità individuale, la ricerca di consapevolezza e presenza, non sentiamo abbia senso nominare altro di diverso o differente dalla: matura scelta individuale come risposta all’ascolto di un proprio bisogno. Il counseling è uno strumento o un insieme di strumenti, che può promuovere ed espandere attitudini, caratteristiche innate utili per ritornare ad essere umani, sempre che se ne percepisca l’esigenza individuale e forse l’urgenza di un movimento in tale direzione. Detto questo è chiaro che la nostra offerta può essere quella di accompagnare lungo un percorso, non siamo consulenti o consiglieri, non siamo gli esperti a cui delegare. Con questa proposta di collaborazione, con questo progetto offriamo la possibilità di affiancare e sostenere le comunità educanti in natura in una logica e in un sentire che non va nella direzione dell’emergenza, ma al contrario persegue una scelta responsabile, dell’individuo e della comunità stessa, in un percorso di auto-conoscenza di sé, di auto-determinazione e auto-aiuto, di auto-responsabilità ovvero in un processo di autonomia e maturità.

 


“EDUCARE all’ASCOLTO di SÈ e dell’ALTRO. Promuoviamo INTERAZIONI SANE e COMUNICAZIONE NATURALE per ritornare ad ESSERE umani.”

LA QUALITÀ DI ESSERE

Il counseling, come ACCOMPAGNAMENTO e AFFIANCAMENTO in un PERCORSO per acquisire strumenti finalizzati allo sviluppo delle proprie risorse interne può costituire un “compagno di viaggio” efficace di supporto e sostegno agli individui attraverso la frequentazione ed una formazione esperienziale del FARE finalizzata all’ESSERE.

Nelle Comunità di Educazione in Natura, dove l’accompagnamento alla CRESCITA e sviluppo naturali e in NATURA dei bambini sono un obiettivo centrale del progetto di gruppo, diviene fondamentale che tutti i membri, e in particolare modo le figure che più nello specifico assumono il ruolo di “educatori”, lavorino su di sé attraverso un percorso di counseling, per sensibilizzare il contatto con le proprie dimensioni interiori, ascoltare e comprendere i bisogni profondi, osservare e gestire difficoltà di relazione con i bambini, l’ambiente Natura, il gruppo e la comunità. Attraverso l’ascolto e la consapevolezza di sé è possibile approcciare alla relazione con maggiore competenza, dimestichezza, naturalezza. Migliorare e conoscere la relazione con sé stessi per aumentare la qualità di relazione, l’empatia, in generale e con i bambini.

COMUNITÀ EDUCANTI IN NATURA

La comunità è da noi intesa come insieme di organismi consapevoli, che dimorano nell’equità condividendo lo stesso ecosistema, è un “luogo” collettivo, caratterizzato da una forte valenza sociale, dove viene agito un rituale di aggregazione fisico, emotivo, energetico e morale/spirituale. Intendiamo la comunità educante come un “luogo” che è in grado di generare partecipazione attiva e dove una parte della collettività, “qui e ora”, proietta i propri valori e le proprie emozioni condividendole.
Le Comunità di Educazione in Natura offrono un ambiente in cui il bambino può sperimentarsi e conoscersi attraverso l’interazione, l’esperienza diretta e continua con la Natura, che diviene la prima “Maestra”. In questo contesto il concetto di Natura assume la duplice valenza di Natura esterna oggettiva (alberi, animali, cielo e terra, ecc.) con cui interagire e confrontarsi, e Natura interiore, ossia la propria realtà interiore con cui ogni individuo si relaziona e si porta nel mondo. L’ambiente Natura diviene pertanto uno specchio della propria Natura interiore, ossia un’occasione per guardarsi e osservarsi, stimolati dalla libertà di essere e sperimentarsi in un luogo naturale. Essere maggiormente consapevoli della propria Natura interiore permette ai membri adulti di vivere nella comunità con maggiore libertà, responsabilità e rispetto di sé e dell’altro, e dell’ambiente. 

OBIETTIVI DEL PROGETTO CEIN

PROMUOVE RISORSE E POTENZIALITÀ INTERNE SIA INDIVIDUALI SIA DEL GRUPPO: promuovere un’atteggiamento finalizzato a valorizzare al massimo sia le proprie risorse individuali che le potenzialità e contemporaneamente, attraverso la promozione della qualità di relazione e comunicazione, sostiene il gruppo di lavoro nella creazione di uno spirito di coesione.
È INTEGRATO, PROMUOVE E SOSTIENE RELAZIONI SANE IN UN SISTEMA: promuovere e valorizzare anche competenze di relazione che, spesso, sono già presenti; coadiuvare alla realizzazione dello specifico compito nel proprio ruolo, all’interno del quale la qualità dei rapporti ha un peso fondamentale. L’intervento dovrebbe essere sostenuto e sempre condiviso in modo trasversale e organico. In altre parole il counselor che lavora all’interno di un programma di sviluppo di una comunità educante deve innescare un processo di aiuto indirizzato alle persone a livelli differenti, ma anche trasferire abilità di comunicazione e relazione a tutti gli attori del processo, favorendo la piena condivisione e reciprocità nella creazione di strutture sane di relazione interne all’organizzazione stessa.
STRUTTURA E MANUTIENE UNA RETE ORGANICA DI ASCOLTO E SUPPORTOin questo ambito progettare e costituire un sistema strutturato di ascolto è assolutamente centrale, un vero e proprio servizio di supporto e sostegno rivolto alla comunità educante, utile sia ai genitori educanti che agli educatori. In un processo di costante ricerca delle proprie qualità di relazione e comunicazione, chiunque faccia parte del sistema viene aiutato a riflettere sulle proprie esperienze, sui processi interni e di trasformazione che sta vivendo. Il rapporto che si viene a creare è teso a far emergere le potenzialità della persona come individuo, a valorizzarne le risorse interne e a sostenerla nell’elaborazione di un percorso conoscitivo e di espansione che traduca in pratica il potenziale di auto-realizzazione. Si offre un luogo in cui trovano possibilità di espressione anche la dimensione emotiva, soggettiva e la capacità di autoanalisi, questo spazio di ascolto rappresenta un’occasione per un momento di riflessione, all’interno di un contenitore di lavoro, individuale, comunitario e strutturato di rete, più ampio.
OFFRE UN METODO DI LAVORO FINALIZZATO E RIFERITO A OBIETTIVI SPECIFICI: migliorare le capacità di relazione e comunicazione dei singoli individui, integrando il lavoro individuale con quello di gruppo; sostenere affiancando la comunità educante lungo il percorso di crescita e costituzione della comunità stessa; generare coerenza nel piano di intenti e percorsi di più organizzazioni sociali locali.
OSSERVA E AIUTA A DEFINIRE E A MANTENERE LA ROTTA: consente di generare coerenza e direzione nel piano di intenti, per esempio creando una carta dei valori condivisa. In questo contesto l’intervento non è di tipo curativo né sintomatico, ma si struttura invece come un processo integrato a rete nella macrostruttura complessiva, poiché non si tratta solo di intervenire nei momenti di crisi o difficoltà, ma di un lavoro anche di osservazione e coordinazione, per evitare o limitare l’insorgere di “interferenze di relazione” che potrebbero avere un impatto fortemente negativo, soprattutto durante i primi passi delle comunità educanti.

 

IN PRATICA

LAVORA SULLA QUALITÀ DEL PROGETTO EDUCANTE E SULLA QUALITÀ DI RELAZIONE  TRA I MEMBRI E TRA ADULTI E BAMBINI.
PER LE COMUNITÀ NASCENTI, AIUTA I PARTECIPANTI AL PROGETTO A DEFINIRE OBIETTIVI E FINALITÀ, IN TERMINI SIA PERSONALI E INDIVIDUALI, CHE SOCIALI. AIUTA I GENITORI A CHIARIRE IL SENSO PROFONDO DELLA LORO PARTECIPAZIONE E QUELLA DEI PROPRI FIGLI, SCIOGLIENDO DUBBI E PERPLESSITÀ INIZIALI, CHE POSSONO CONDIZIONARE LA FORMAZIONE DEL GRUPPO.
FAVORISCE UNA RELAZIONE FLUIDA E ARMONIOSA TRA EDUCATORI E GENITORI, LAVORA SULLE DINAMICHE DI RUOLO E TERRITORIO CHE NEL TEMPO SI INSTAURANO TRA I MEMBRI GENERANDO DISAGIO E INCOMPRENSIONI.
CREA UN CLIMA E UN AMBIENTE IN CUI ESPRIMERSI APERTAMENTE, NELLA TRASPARENZA E SINCERITÀ DELLE PROPRIE EMOZIONI CHE, SE VISSUTE PIENAMENTE, ARRICCHISCONO E NUTRONO LA CRESCITA DELLA COMUNITÀ STESSA.
LAVORA SU CONFLITTI TRA MEMBRI E LIMITI PERSONALI CHE SI RIPERCUOTONO COME PROBLEMI NELLA COMUNITÀ E NELL’ACCOMPAGNAMENTO DEI BAMBINI ALLA CRESCITA.

 


“Renderci disponibili nei confronti dell’altro senza invadere, quasi ad avvolgerlo in modo accogliente, facilita la COSTRUZIONE di una buona RELAZIONE e la QUALITÀ della COMUNICAZIONE… in coppia, in gruppo, in una organizzazione, in una comunità. Con i figli di tutti gli uomini scegliamo la RESPONSABILITÀ di EDUCARE e di SOSTENERE oggi gli adulti e i genitori di domani.”

RINGRAZIAMO chiunque RISUONA con noi in queste parole e tutti quelli che vorranno unirsi al viaggio esperienziale respirando insieme questo progetto.
Siamo felici di incontrare e conoscere chi ha desiderio di meglio comprendere, disponibili ad approfondire i contenuti, le modalità di attuazione di quanto proposto e, se lo vorrete, a progettare un possibile percorso, insieme…
Silvia, Diana e Davide

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